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 Questo sito offre un accesso gratuito al diritto dell’Unione europea e ad altri documenti dell’UE considerati di dominio pubblico. Propone,infatti:l’edizione del giorno della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea on line,funzioni di ricerca semplice,ricerca avanzata con possibilità di percorrere il contenuto secondo diverse modalità,metadati analitici per ciascun documento ed infine la possibilità di visualizzare e/o scaricare i documenti in vari formati (PDF,HTML,DOC,TIFF). È facile da consultare,utile in quanto consente di aggiornare gli utenti. www.eur-lex.europa.eu

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I Link: Microbiologyatlas

 http://www.microbiologyatlas.kvl.dk/biologi/english/default.asp

Bacillus cereusInteressante sito del dipartimento di microbiologia veterinaria, Royal Veterinaria e università agricola di Danimarca; in cui vi è un atlante con  fotografie di colture pure di batteri coperti durante i corsi in microbiologia alimentare. Contiene diverse  categorie: morfologia batterica, prove di fenotipi e placcatura media.

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I link: FSIS

 www.fsis.usda.gov

Questo sito, a cura del Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti, si occupa della sicurezza dei cibi e delle ispezioni che vengono compiute. Al suo interno è possibile trovare alcuni consigli utili riguardo la cucina, le certificazioni necessarie per le aziende, una guida utile riguardo la sicurezza del cibo e anche una scheda di educazione alimentare. È possibile porgere domande al fine di chiarire i propri dubbi; inoltre, sono presenti diversi video utili a comprendere meglio e più da vicino i diversi problemi.

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I link: Ministero della salute

http://www.ministerosalute.it/

Il sito riguarda diversi temi riprendenti ambiti di svariate malattie e diverse notizie anche attuali sulla sicurezza mondiale. Il tutto arricchito da spiegazioni esaurienti di esperti del settore e risponde alle esigenze di tutela e di promozione della salute dei cittadini e della sanità veterinaria: Qualità; Innovazione; Prevenzione e Comunicazione; Sanità pubblica veterinaria, nutrizione e sicurezza degli alimenti.

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Perchè leggere le etichette allunga la vita???

La comparsa delle prime etichette, si ebbe con la nascita dei cibi inscatolati, l’anno in questione è il 1900. Quelle che chiamiamo in questo periodo etichette non erano che delle semplici strisce di carta con su scritto solo uno slogan o il nome solo del produttore o ancora il nome del prodotto. E’ a partire dal 1950 circa che la compilazione delle etichette inizia a diventare molto più simile a quelle di oggi, infatti, in questi documenti si comincia a non avere più l’unico concetto di slogan,ma anche di informazione del prodotto, compaiono dunque gli ingredienti, la scadenza e qualche descrizione generale. In un’etichetta del 1958 lo spazio informativo deteneva il 38% circa contro quello pubblicitario che possedeva il 62%. Queste percentuali vedremo cambiarle via via in due tappe,con un salto di 20-30 anni,nel 1980 lo spazio pubblicitario e quello informativo erano in percentuali quasi pari, per arrivare ai nostri giorni ad uno stravolgimento,in cui lo spazio informativo viene ad occupare quasi il 60% lasciando a quello pubblicitario pochissimo spazio in un 40%. Abbiamo inoltre nel corso degli anni che i caratteri utilizzati per compilare le etichette vanno sempre più rimpicciolendosi, questo perché con l’avanzare del tempo la compilazione richiede molte cose scritte in più.

Oggi giorno siamo in grado di leggere un’ETICHETTA ALIMENTARE?

Purtroppo molte volte la risposta è…no!

Leggere l’etichetta è l’unico strumento che abbiamo a disposizione per conoscere le caratteristiche di un prodotto; il suo scopo è    quello di informare e tutelare l’acquirente in modo corretto e più possibile trasparente.

L’etichettatura di un prodotto alimentare, ha per il consumatore un importante funzione di tutela, informandolo sul prodotto che sta acquistando e consentendogli di scegliere quello che è maggiormente rispondente alle proprie esigenze.

In realtà alcune informazioni delle etichette sono obbligatorie e regolamentate per legge, mentre altre sono facoltative o complementari.Dal 1982 per legge l’etichetta deve riportare l’elenco degli ingredienti con nome specifico leggibile. Il governo ha poi emanato il D lgs 27/01/92 che è il testo vigente, secondo le quali devono essere riportate le seguenti indicazioni:

-Nome del prodotto;

-Elenco degli ingredienti

-Quantitativo (peso netto/peso sgocciolato)

-Termini di scadenza

-Azienda produttrice

-Codice a barre

-Materiale della confezione

Gli Ingredienti

L’ordine con cui appaiono gli ingredienti non è casuale, ma è regolato per legge. In particolare gli ingredienti devono comparire in ordine decrescente di quantità, in altre parole il primo ingrediente è più abbondante del secondo che a sua volta è più abbondante del terzo e così via.

Tra gli ingredienti non dobbiamo dimenticare gli additivi, che di solito compaiono alla fine dell’elenco. Evitarli è quasi impossibile, essi sono presenti nella maggior parte degli alimenti che si acquistano al supermercato e sono utilizzati sia per conservare i prodotti sia per renderli più invitanti. La legge stabilisce quali additivi possono essere usati. Gli additivi sono sostanze che sono utilizzate dall’industria alimentare per migliorare alcune caratteristiche del prodotto come:

tempo di conservazione (conservanti); aspetto e colore (coloranti,emulsionanti,ecc); sapore (esaltatori di sapidità,correttori di acidità, ecc).

Per legge italiana ci sono prodotti che non possono contenere additivi:

acqua minerale, burro, caffé , latte, miele, olio di oliva, pasta secca, the in foglie, yogurt bianco, legumi e verdura fresca.

Quantitativo

Molte volte appare il termine “peso snocciolato”, ciò indica che il prodotto è immerso in un liquido, quindi deve essere indicata la quantità “peso sgocciolato” oltre al peso netto.

Termine di scadenza

Occorre avere un occhio di riguardo per quanto riguarda la data di scadenza, perchè è un elemento fondamentale. Vediamo alcuni esempi:

Da consumarsi preferibilmente entro…” = fino a quella data il prodotto garantisce le sue proprietà, ma può essere consumato anche per un breve periodo successivo alla data indicata (pasta e riso).

Da consumarsi entro…”= va consumato assolutamente entro quella data e non oltre (yogurt,latte,formaggi freschi).

La data può essere indicata:

gg/mese= per i prodotti che si conservano per meno di tre mesi (latte ,formaggi freschi,yogurt)

mese/anno= per i prodotti che si conservano più di tre mesi ma meno di 18 mesi (pasta all’uovo,biscotti,merendine,salse).

Anno = per prodotti che si conservano almeno 18 mesi 8scatolame).

Azienda produttrice

Tramite l’etichetta il consumatore può conoscere il nome e la sede del fabbricante o del confezionatore o del venditore di un alimento. Va sempre indicata la sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento.

Codice a barre

Grazie al quale in un etichetta è composto di un insieme di barre e numeri,permette di risalire alla provenienza nazionale; ad esempio 80 Italia,30 Francia,400 Germania,ecc.

Materiale della confezione

Sulle confezioni troviamo infine,indicazioni sul materiale utilizzato per le confezioni:

CA =cartone; AL =alluminio; PVC =polivinilcloruro; ACC= banda stagnata.

Tutte queste indicazioni sono utili per il corretto differenziamento e smaltimento dei rifiuti.

Quindi le etichette ricche di indicazioni alimentari sono sinonimo di qualità, più indicazioni troviamo sull’etichetta, tanto migliore sarà il giudizio alimentare su quel prodotto. Il produttore è obbligato per legge, a rispettare la veridicità delle informazioni riportate sull’etichetta. La descrizione del metodo di produzione,certificazione di qualità, ricette e numero verde d’assistenza clienti, contribuiscono ad elevare ulteriormente la qualità del prodotto.La commissione agricola della Camera ha varato definitivamente all’unanimità in sede legislativa il ddl sull’etichettatura che rende obbligatoria l’indicazione di origine sui prodotti alimentari.Si parte dalla filiera dei suini e del settore lattiero-caseario.

Il Ministro Galan dice: ”è finita l’era del falso”.

Gli Italiani potranno comprare prodotti ancora più sicuri, perché sapranno sempre da dove provengono”.

Una legge fondamentale per evitare casi come quello di uova e carne di maiale alla diossina proveniente dalla Germania.

Molte volte ci capita di scegliere il prodotto in base al prezzo, pensando di risparmiare, ma in realtà se confrontiamo i prodotti ci possiamo rendere conto che non è sempre così. Impariamo a verificare la qualità. Spesso l’uso massiccio di additivi sottolinea la scarsa qualità di un alimento.

Quando si fa la spesa utilizzare anche il cervello e non solo gli occhi, facciamoci guidare dal buon senso e da una maggiore conoscenza delle etichette che è fondamentale.

Per cui molte volte è meglio acquistare di meno ma prodotti di qualità, che riempire la dispensa di prodotti scadenti, che danneggiano la salute.


Sicuramente in questo modo risparmieremo sulle spese per la salute!



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